Chiacchiere e Sanguinaccio per un goloso Carnevale

dolci | 9 febbraio 2016 | By

Buon Carnevale!! Finalmente martedi grasso, che a casa mia significa colazione con Chiacchiere e Sanguinaccio!!
Questa devo ammettere che è una tradizione tutta napoletana, oltre alle classiche chiacchiere ormai diffusissime in tutta Italia, anche voi preparate il Sanguinaccio o qualcosa di simile?

Chiacchiere e Sanguinaccio per un goloso Carnevale

chiacchiere e sanguinaccio

Ingredienti per le Chiacchiere:
300 g di Farina 00
2 uova
80 g di Zucchero Semolato
Limoncello
Zucchero a velo
olio di semi
un pizzico di sale

Prodecimento

-Mettete a fontana la farina, al centro versate lo zucchero,le uova battute, un pizzico di sale ed un bicchierino di limoncello.
-Impastiamo,otteniamo un panetto e lasciamo riposare per una mezzora.
-Stendiamo il panetto,aiutandoci con un mattarello, e con una rotellina dentata otteniamo dei rettangoli di pasta, per forma e spessore a vostro piacimento.
-Friggiamo le chiacchiere in olio di semi caldo e spolveriamo con zucchero a velo.
Passiamo adesso a preparare il Sanguinaccio

(altro…)

Le Chiacchiere della nonna

Ultimo giorno di Carnevale,martedi grasso.
Sono settimane che spopolano sul web ricette di chiacchiere,bugie castagnole &C.
Anche se le ho preparate spesso,ho deciso di pubblicarle solo oggi,a chiusura del Carnevale.
Le Chiacchiere possiamo prepararle sia fritte che al forno,indubbio che fritte siano piu’buone,ed è proprio questa versione che voglio proporvi,seguendo la mia ricetta fidata,quella della nonna!!
Le Chiacchiere della nonna

Ingredienti:
500 g farina 00
2 tuorli
30 g burro
50 g zucchero semolato
vino bianco
olio di semi
zucchero a velo

Procedimento:
-In una terrina versiamo la farina, al centro lo zucchero,uova,burro ed un bicchierino di vino bianco.
-Impastiamo e avvolgiamo il panetto di pasta in un foglio di pellicola per alimenti,lasciamola riposare per 30 minuti,cosi sarà più facile da stendere.
-Decorsi i 30 minuti tiriamo la pasta in sfoglia sottile, potete farlo “a mano”con il classico mattarello o utilizzando la classica sfogliatrice per la pasta fresca.
-Tagliamo la pasta in strisce irregolari,a me piacciono cosi, arricciamole e friggiamole in olio di semi caldo.
-Le chiacchiere devono dorarsi,non cuocetele troppo altrimenti rischiate che anneriscano ed assorbano troppo olio.
Sistemiamo sul piatto e spolveriamo con tanto zucchero a velo.

Buon Carnevale a tutti,Mirtill@

Le Chiacchiere di Carnevale

Senza categoria | 22 febbraio 2012 | By

Ieri e’stato martedi grasso,dopo 4 gg di sole e temperatura mite,ieri non ha smesso un attimo di piovere,tempo ideale per stare in casa e preparare un dolcetto nel pomeriggio.
E visto che di Carnevale si parla,ecco uno dei dolci tipici,preparato davvero in tutto il nostro belpaese,magari con nomi differenti e qualche ingrediente in aggiunta
Le Chiacchiere di Carnevale

300 g di farina 00
50 g di zucchero 
2 uova
100 g di burro 
sale
1/2 bicchiere di vino bianco 
olio per friggere
zucchero a velo o cacao amaro

-Mettiamo la farina a fontana sul nostro tavolo da lavoro,al centro mettiamo le uova intere, il burro ammorbidito, un pizzico di sale, lo zucchero e il vino bianco.
-Lavoriamo bene l’impasto,e facciamola riposare avvolta in un panno in luogo fresco per 1 ora.
-Tagliamo in pezzi e stendiamo col mattarello il nostro impasto.
-Ritagliamo con l’apposita rotella le nostre chiacchiere,sbizzarendoci sulla forma da dare.
-Friggiamole in olio bollente.
-Appena dorate, facciamole colare su fogli di carta assorbente per eliminare l’eccesso di olio.
-Servitele cosparse di zucchero a velo o cacao.. 

Mirtill@

Per la realizzazione di questa ricetta ho utilizzato:
Farina 00 Molino Rossetto
Burro Inalpi
Zucchero a velo  Ar.Pa

Le Chiacchiere di Luisa FB

Senza categoria | 15 febbraio 2010 | By

Ritorna alla grande Luisa FB con una delle sue delizie, le Chiacchiere!!!


Ingredienti:

500 gr. di farina 00
80/100 gr. di zucchero semolato
50 gr. di burro morbido
2 uova

Olio q.b. (Se volete sostituirlo alle uova, circa 7 cucchiai)
un bicchierino di Marsala secco o di vino bianco o rosso, a seconda del gradimento
1 bustina di vanillina

olio di semi per friggere
zucchero al velo

-Impastare insieme la farina con le uova e olio q.b..

-Poi aggiungere burro a temperatura ambiente, zucchero, vanillina e vino, fino ad ottenere una consistenza compatta e non troppo morbida.

-Formare tante palline, stenderne una alla volta e tagliare nel senso della lunghezza.

-Friggere in olio bollente e cospargere di abbondante zucchero a velo.

-Quelle che nel vassoio vedete più chiare, le ho cotte a forno moderato… buone e biscottose, ma fritte sono tutta un’altra cosa!!!

Alla proxima, Luisa FB!

Concludiamo con tre irriverenti maschere.

Senza categoria | 5 febbraio 2008 | By

Arriva il ‘martedi grasso………Carnevale.
Indovinate un po’chi e’venuto a trovarmi?
Una comitiva di gente strana,un certo Giangurgolo,Rugantino e Stenterello.
Conosciamoli un po’meglio:
Giangurgolo ha una gran caratteristica,che lo differenzia da tutte le altre maschere e burattini,ha una gran fame,enorme…ed e’altrettanto ingordo,disposto a tutto,anche a rubare,per soddisfare il suo bisogno di cibo.Ovviamente,anche se colto in flagrante,Giangurgolo nega tutto,da gran bugiardo che e’.Questa maschera e’di origini calabresi.A roma troviamo invece Rugantino,fanfarone,contaballe e gradasso,una delle frasi che ripete di continuo e'”Meglio perde n’amico che na buona risposta” .Quando appariva sulla scena Rugantino era vestito da sbirro; indossava pantaloni, gilet e giacca rossi, calzava scarpe con grandi fibbie e portava un cappello a due punte.Il suo nome deriva da “rugare”…..brontolare,borbottare.


Ultimo del gruppetto e’ Stenterello molto astuto e bravo nel dire le cattiverie.Servo, marito tradito, organizzatore di intrighi… si adatta alla commedia e all’ambiente in cui si esibisce.Ideatore della maschera fu Luigi del Buono che, recitando a Napoli, rimase colpito da Pulcinella e volle crearne uno equivalente in Toscana. La nostra scoperta delle maschere carnevalesche si conclude qui,ho illustrato ovviamente le piu’note,ma vi ricordo che da popolo ricco di tradizioni ed immagginazione,ho sicuramente tralasciato numerose maschere di uso locale.Mirtill@
foto da web

Oggi sono in tre:Scaramuccia,Beppe Nappa e Meo Patacca

Senza categoria | 4 febbraio 2008 | By

Il Carnevale e’alle porte,e le maschere da presentarvi sono ancora cosi tante….mi rimbocco le maniche e comincio subito.
Oggi vi presento Scaramuccia,Beppe Nappa e Meo Patacca.
La maschera di Scaramuccia risale al Seicento,il suo successo e’dovuto al ruolo di spalla del Capitano.
Maschera vanitosa,donnaiola..e dal linguaggio volgare.
Con il passare del tempo,come per molte altre maschere,queste sue caratteristiche vennero addolcite,sostitui’il Capitano e trovo’grande interprete nell’attore napoletano Tiberio Fiorilli.
Sul palcoscenico si muoveva con salti ed acrobazie,ebbe un grande successo a Parigi dove trasformò il nome della maschera in “Scaramouche”.
Nella commedia cerca sempre di conquistare le donne fingendosi ricchissimo e suonando dolci serenate con la chitarra o il mandolino.

Beppe Nappa
Con la sua innocenza disarmante ricorda Pierrot, ma lui non e’malinconico.
Beppe Nappa rappresenta un siciliano fannullone, colpito da un sonno perenne che lo costringe a sbadigliare continuamente.
“Nappa” in dialetto significa un uomo buono a nulla.
E’ il pigro servitore di un padrone che può essere un commerciante, un innamorato, o un vecchio barone.
In realtà non svolge bene il suo lavoro , anzi passa dal sonno,alla ricerca di cibo,aiutato da un fiuto infallibile, per tornare tra le nuvole e nel mondo dei sogni.

Ultima maschera di oggi e’ Meo Patacca,maschera romana che assieme a quella di Rugantino rappresenta i caratteri tipici dei Trasteverini.
Meo Patacca é il classico bullo romano, sfrontato ed attaccabrighe, esperto ed infallibile tiratore di fionda, ma in fondo, generoso e di animo aperto.
E’un vero attaccabrighe,alla ricerca di continua di risse da cui non sfugge…anzi..in quelle occasioni da il meglio di se!!
Mirtill@
foto da web

Oggi vi presento Gianduia e Mezzettino

Senza categoria | 3 febbraio 2008 | By

Continuiamo la nostra conoscenza verso altre due mashere Carnevalesche:Gianduia e Mezzettino
Gianduia nacque come burattino eppoi nel Settecento si trasformo’nella più importante maschera piemontese.
Si narra che vivesse in una casetta insieme alla moglie Giacometta.
Era un semplice contadino che con il passare del tempo, divenne un gentiluomo allegro, amante del buon vino e della tavola.
Le sue movenze sono eleganti, agita il suo caratteristico codino rivolto all’insù, ed ama lo scherzo ed i piaceri della vita.
Gianduia ha finezza di cervello e lingua arguta, sono le armi che adopera per mettere in burla i suoi avversari.
E’ un tipo pacifico e non cerca la rissa, né ama complicarsi la vita, ma non rinuncia alla schiettezza che fa parte del suo carattere piemontese, gentile ma sincero.
I torinesi amano molto la loro maschera tradizionale, per cui hanno dato il nome “gianduiotti” a quegli squisiti cioccolatini che conosciamo tutti.
La maschera di Gianduia é ancora oggi molto popolare in Piemonte,anche se manca sui teatri,ai Carnevali in piazza non manca mai.
La maschera di Mezzettino compare alla fine del Seicento come variante di Arlecchino e Brighella.
Vestiva il tipico costume degli zanni; abito enorme, cappello a punta e maschera.
Rappresentava il servitore vivace ed elegante, abile musicista, furbo e pronto a sfruttare gli altri pur di ottenere vantaggi.
Sempre disponibile a sbrigare le faccende di cuore del suo padrone e soprattutto le proprie. Secondo alcuni il nome deriverebbe dalla parola francese ” Mezetin” che significa mezzo boccale o mezzo bicchiere.

Mirtill@

Tubiamo con…Colombina

Senza categoria | 2 febbraio 2008 | By

Oggi finalmente la maschera che vi presento e’una donna..forse l’unica?
E’ la più conosciuta fra le servette,so che non e’educato chiedere quanti anni ha,ma so che nacque nel Cinquecento e il suo modo di deridere i sospiri degli innamorati era importantissimo e caratteristico per la riuscita comica degli spettacoli.
Le venne dato tra tutti il nome di Colombina, quando Isabella Franchini, famosa attrice che la interpretò, portò sotto braccio un paniere in cui si intravedevano due colombe.
Colombina consegna biglietti segreti ed organizza incontri lontani da occhi indiscreti.
Spesso é bugiarda ma sempre a fin di bene,almeno cosi fa credere.
Colombina é molto vanitosa e un po’ civettuola e ci tiene ad avere un aspetto sempre ordinato ed attraente,da vera signorina.
Colombina non ha peli sulla lingua e riesce a mettere a posto qualche corteggiatore che non si comporta più che educatamente.
Anche il suo eterno fidanzato, Arlecchino, deve stare ben attento, se cerca di fare lo sciupafemmine con qualche altra sua collega, come Corallina o Ricciolina,lei come farlo rigare dritto.
Il suo modo di fare e’molto vivace e malizioso, segno di un carattere volitivo e furbizia che fanno di Colombina un personaggio simpaticamente sbarazzino, molto amato dal pubblico
È molto maliziosa e riesce a convince Arlecchino ad esaudire ogni suo desiderio, soprattutto a comprarle tutto ciò che desidera.
Nelle rappresentazioni teatrali è spesso oggetto di attenzioni da parte del padrone,Pantalone,provocando la gelosia in Arlecchino.


E a proposito di “teatrino”….ecco la versione partenopea di Colmbina Iervolino e Arlecchino Bassolino…

Mirtill@

foto da web

Carnevale in duplice compagnia:Brighella e Tartaglia

Senza categoria | 1 febbraio 2008 | By

Visto che il Carnevale avanza a passo spedito,oggi incontriamo due maschere:Brighella e Tartaglia.

Brighella è il degno compare di Arlecchino.
Entrambi sono i servi della commedia dell’arte, ed entrambi sono nati a Bergamo.
Brighella però ci tiene a precisare che lui é di Bergamo alta, mentre Arlecchino se ricordate vi dissi essere natio di Bergamo bassa.
Brighella non fa solo il servo come Arlecchino, ma un’infinità di altri mestieri, più o meno leciti. Così si ritrova sempre in mezzo agli intrighi ma la prontezza e l’agilità che Arlecchino ha nelle gambe, lui ce l’ha nella mente, per escogitare inganni e preparare trappole in cui far cadere il prossimo.
E tutto questo non solo per spillar quattrini a chi ne ha o per rimediare un pranzo succulento, ma per il gusto,la soddisfazione di imbrogliare gli altri.
E’ intrigante, nato furbo e senza scrupoli,Brighella ne ha sempre in serbo una più del diavolo; e poi dette con sicurezza e convinzione le bugie gli vengon fuori con molta naturalezza.
E’ molto abile nel cantare, suonare e ballare.
Passiamo ora a Tartaglia,la corpulenta e goffa maschera napoletana afflitta da un fastidioso e comico difetto di pronuncia :la balbuzie.
Tutte le volte che Tartaglia inizia a parlare, balbetta, incespica nelle parole.
Risultato?non riesce mai a farsi capire ed il primo ad arrabbiarsi è proprio lui. S
e la piglia con tutti e di più con se stesso.
Allora sì che balbetta alla grande!!!
Inoltre storpia le parole e deforma il significato delle frasi in maniera ridicola, lasciando interdetto o rendendo furioso chi lo ascolta.
Ha anche altri difetti; é molto miope e porta sul naso un enorme paio di occhiali che gli danno un’aria da professore.
E’ anche un po’ sordo e non c’é da meravigliarsi se, talvolta parlando con qualcuno risponda fischi per fiaschi.
Tartaglia rappresenta un uomo di mezza età senza però un suo ruolo fisso; é giudice, notaio, farmacista, avvocato, consigliere di corte, ma anche domestico, sbirro o semplicemente genitore di qualche giovane maschera della commedia.
Una delle sue più grosse debolezze che ha è quella di corteggiare tutte le donne che incontra e, visto che ha il cuore tenero se ne innamora facilmente.


Mirtill@

Dolce e melanconico Pierrot

Senza categoria | 31 gennaio 2008 | By

Prosegue il nostro viaggio alla riscoperta delle maschere carnevalesche,oggi vi presento Pierrot.
Il suo costume consiste in larghi pantaloni di lucida seta bianca, ampio colletto di tulle ricamato, lunga casacca decorata di grossi bottoni neri, papalina sul capo, il volto pallido,bianco, la bocca rossa e piccola e la caratteristica espressione triste.
Pierrot cosi facendo e’ diventato il simbolo dell’innamorato malinconico e dolce.
Estremamente pigro,condizione che gli impedisce di muoversi come abitualmente fanno gli altri zani della Commedia; é sicuramente il più intelligente dei servi, svelto nel parlare, critica gli errori dei padroni e spesso finge di non capire i loro ordini, anzi li esegue al contrario, non perche’e’ stupido ma perché li ritiene sbagliati.
Quando le situazioni si ingarbugliano lui dice sempre” lasciate fare a me!”.e non perché sia un presuntuoso, ma perché é capace e pieno di buon senso.
E’ furbo ma sentimentale; l’unico personaggio che a un piatto di minestra, preferisce una romantica serenata sotto le finestre della sua bella.
Forse anche per questa ragione é pallido e languido e, spesso una lacrima gli scende sul viso…soffre forse di mal d’amore???
La maschera di Pierrot nasce in Italia verso la fine del Cinquecento, ad opera di Giovanni Pellesini, attore della Compagnia dei Gelosi.
Il suo personaggio di nome Pedrolino era una variazione sul tema dello Zanni, il servo, di cui indossava l’abito bianco e ampio.
Questo personaggio approdo’in Francia, dove ebbe immediato successo,e prese il nome di Pierrot.
Nella versione francese Pierrot perde gran parte della sua astuzia, conservando solo l’onestà e l’amore per la verità, spinto a volte fino all’eccesso.
Dopo un periodo di declino il personaggio venne rivalutato grazie all’interpretazionedel mimo Jean-Gaspard Debureau impersonandolo dal 1826 al Théâtre des Funanbules.
Mirtill@
foto da web
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