Travel: La più bella tra le belle, Procida

Senza categoria | 26 luglio 2017 | By

Procida, nota anche come la famosa “isola di Arturo”,dal romanzo di Elsa Morante vincitore di numerosi premi, è una piccola perla che racchiude tutti i colori,odori e sapori del Mediterraneo.
Ad oggi ancora isola di pescatori, deve l’origine del suo nome alla sua forma, in greco “Prochethai” significa appunto “giace”, altri pensano che derivi invece dal nome della nutrice di Enea che fu da lui qui sepolto.
Poco amata dai Romani, che preferivano la terraferma come dimora ma nominarono Capri come sede imperiale grazie alle sue rocce calcaree.

Durante il MedioEvo Procida è stata spesso preda delle incursioni piratesche, su tutte il pirata  Barbarossa e la sua ciurma di corsari musulmani.
E proprio legata alle incursioni saracene la leggenda di San Michele Arcangelo tuttora protettore dell’isola.
Dal tufo,allora come oggi, sono state ricavate le abitazioni, tassello colorato nel bellissimo panorama di questa deliziosa isola che è estremo lembo del Golfo delle Sirene.
Procida è legata per molti ai limone, simbolo culinario che qui crescono grandi come cedri.
Per me Procida è legata al bellissimo film “Il Postino”, che ha decretato la scomparsa di uno degli attori che più ho amato e amo tuttora, Massimo Troisi.

Si giunge a Procida da Marina Grande, unico porto commerciale dell’isola, e già da qui potete ammirare il Palazzo Montefusco, detto “Catena”,che risale al XII secolo.
Sempre percorrendo la banchina potete vedere le “Grotte”scavate nel tufo che fanno da cornice a questa passerella nel porto.
Percorrendo via Roma potete scattare mille foto alle tante case dai colori diversi ed al crocifisso ligneo che fu eretto dai marinai nella prima metà dell’800 come simbolo della loro devozione al Signore.
La passeggiata prosegue tra colorati e vivaci caffè e ristoranti , potete visitare la Chiesa di S.Maria la Pietà in piazza Sent’Co e vedere una tra le più antiche scuole nautiche,la Caracciolo, ad oggi sede del museo del Mare e visitabile.La scuola è dedicata all’ammiraglio Francesco Caracciolo che affrontò con la flotta partenopea il ben pù noto ammiraglio Nelson e la sua flotta anglosassone.
In fondo alla piazza merita sicuramente una visita la Chiesa della Grazie, una curiosità è legata alla chiesa, o meglio al suo tetto che per anni non fu eretto perchè la facoltosa famiglia De Ioro perdeva la visuale sul mare.

Marina Corricella invece è un colorato anfiteatro di case aperto sul mare, si passa dal Convento domenicano di S.Margherita posizionato sula “Punta dei Monaci” e si arriva al Palazzo Reale o Castello, eretto dal Cardinale D’Aragona nel 1563,mantenne il suo titolo di residenza reale fino al 1800 quando divenne Bagno Penale.
Il Conservatorio delle Orfane anch’esso fondato ai primo del 600 ospitava invece le vittime della peste.
Arrivati a Via Borgo siate pronti a trattenere il respiro ed ammirare uno dei più bei panorami mozzafiato sul golfo di Napoli.
Ritornando al centro cittadino e da Piazza Olmo,potete arrivare ad una discesa a mare caratterizzata dalla presenza di 186 scalini che vi portano sulla spiaggia della Chiaia.
Sempre da Procida, e su richiesta di permesso presso il Comune, è possibile arrivare all’isola di Vivara, riserva naturale patrimonio WWF.

Procida è un’isola meravigliosa anche al palato, moltissime le gustosità campane come la Pizza di Scarole e le alici fritte, imperdibile il Coniglio alla Procidana, le Cicarelle – buonissime cicale di mare condite con pomodoro,aglio olio e peperoncino, i calamari ripieni di acciughe,e la buonissima Lingua di Bue, un dolce con ottima crema pasticcera profumata con i meravigliosi limoni dell’isola.
Non potete fare a meno di visitare Procida, la sua bellezza e tipicità spesso viene offuscata dalle isole maggiori,ma vedere Procida, passeggiare tra le sue strade, scatena una miriade di emozioni poco descrivibili.
Va vissuta, e raccontata.

Da “L’isola di Arturo”, Elsa Morante
“La mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali.
Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere.
Fra quelle rocce torreggianti, che sovrastano l’acqua, fanno il nido i gabbiani e le tortore selvatiche, di cui, specialmente al mattino presto, s’odono le voci, ora lamentose, ora allegre.
Là, nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada.
Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di trovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua. “

Patrizia Esposito

foto Maurizio Esposito

Food: Bon Bon al cioccolato con cuore goloso

Il forte caldo, costante da mattina a sera, mi scoraggia non poco ad utilizzare il forno.
A tavola ormai è un tripudio di insalate e paste fredde,non che mi dispiaccia visto che i tempi di preparazione sono molto più smart.
Da buona golosa che sono l’idea di rinunciare al dolcino proprio non mi piace, e ho preparato diverse volte in appena due settimane questi deliziosi bon bon, che sono andati letteralmente a ruba.
Sono piaciuti moltissimo ai miei ragazzi e parecchio agli amici con cui abbiamo trascorso dopocena in terrazza.
Mi sono ispirata, nella preparazione,ad una delle ricette, collaudatissime, di Stefania del blog Arabafelice in cucina, un vero guru di piatti buoni e veloci.

Bon Bon al cioccolato con cuore goloso

Ingredienti per circa 20/25 Bon Bon:

20 biscotti farciti tipo Oreo o Ringo
100 g di formaggio morbido tipo Philadelphia
Crema alla Nocciolata Rigoni di Asiago
un pizzico di Sale
Cioccolato per la copertura,io ho utilizzato cioccolato bianco e fondente

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Style: Quando l’abbigliamento è tutto, anche in cucina

Quando si lavoro in cucina indossare un abbigliamento pratico e comodo è essenziale, spesso le alte temperature e la qualità scadente di alcuni capi di vestiario rendono le ore trascorse in cucine professionali molto più stressanti del dovuto.
Questo è il motivo che deve spingerci a scegliere un buon abbigliamento da cucina, sala o banco che sia, e la Manelli è tra le migliori aziende produttrici di abiti da cucina, ottima qualità e resistenti.

Sul sito Manelli troverete un’ampia gamma di prodotti, per cuochi e non solo, troverete divertente la sezione dedicata ai bambini, e completa in ogni accessorio prodotto.
Dalle giacche da cucine, disponibili in molti tagli,colori e taglie, e personalizzabili con nome ricamato, ai pantaloni e grembiuli da cucina, dalle scarpe da cucina a cuffie, foulard e toque.

Sull’e-shop di Manelli non trovate solo abbigliamento da cucina, potete acquistare anche abbigliamento medico e da estetista, sono presenti assortimenti molto ampi di taglie forti e scarpe infortunistiche.
Troverete a portata di click quello che normalmente viene acquistato in quei pochi negozi di nicchia, spesso a prezzi non troppo concorrenziali e dai materiali discutibili.
Durante la navigazione, scelta ed acquisto dei prodotti verrete anche guidati da una discreta quanto funzionale assistenza tecnica.
Ringrazio Manelli per la bellissima giacca da cucina, il tessuto è perfetto e calza a pennello, e per il grembiule colorato e dal taglio comodo e funzionale con capienti tasche.
Per gli addetti ai lavori ma anche per semplici appassionati,buono shopping da Manelli

Patrizia Esposito

Food: Gamberi in panatura di Corn Flakes

antipasti, pesce | 11 luglio 2017 | By

Sono una mangiatrice seriale di crostacei e pesce in generale, in Inverno ma sopratutto in estate preferisco un buon piatto di pesce a pasta o secondi di carne.
Sarà la sensazione di leggerezza o semplicemente la diversità di gusto data senza utilizzare troppi ingredienti.
Acquisto e consumo molti gamberi, di quelli belli grossi e rossi, che piacciono a tutti in famiglia,specie ai ragazzi.
Ogni volta cerco un modo originale di prepararli, in pastella o zuppa, in insalata o in umido.
Oggi si frigge, ma è la panatura a rendere diverso e croccante questo piatto.

Gamberi in panatura di Corn Flakes

Ingredienti:
12 Gamberi Rossi
2 albumi
100 g circa di Corn Flafes
Olio di semi
Salsa rosa 

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IFood: A Terno il 2° raduno nazionale IFood 2017

Si è svolto lo scorso 1 e 2 Luglio a Terni il 2° raduno nazionale IFood, community legata al mondo del cibo e Netaddiction.
Un week end ricco di appuntamenti e momenti di incontro e crescita, un “punto della situazione”derivante da una realtà nata da poco tempo e che vanta già ampi risultati e notevoli numeri.
Il network IFood è presente da appena 2 anni, raccoglie 150 e più blogger ,appassionati di cucina e alimentazione.
Si sono susseguiti momenti di convivialità ad incontri formativi con l’AD di Netaddiction  Andrea Pucci e delle divisioni del settore con cui si è potuto ampliare il panorama legato al networking, un momento altamente formativo.

L’incontro prosegue presso il Frantoio Marfuga, perla d’eccellenza nella produzione di oli in Umbria.
Azienda che ha filiera controllata, la produzione dell’olio avviene dalla coltivazione alla lavorazione finale.
Solo quest’anno sono stati attribuiti svariati riconoscimenti:
– “5 GOCCE” dalla Guida Bibenda al Marfuga Monocultivar Muraiolo
– 2° Classificato l’olio extravergine di oliva DOP UMBRIA MARFUGA Colli Assisi – Spoleto categoria Fruttato Leggero
– Premio nazionale Ercole Olivario (XXV Edizione):1° CLASSIFICATO nella categoria Fruttato Medio per il DOP UMBRIA
MARFUGA RISERVA Colli Assisi – Spoleto.

Al tramonto ci accoglie la tenuta Arnaldo Caprai, altra rinomata realtà umbra per la produzione di Vini, la cantina rinnovata completamente nel 1977 al suo interno custodisce un reparto di vinificazione e stoccaggio, botti di Slavonia e barriques per affinamenti.

Un vitigno ampio ricco di uve che portano alla produzione di Montefalco Sagrantino DOCG, Montefalco Rosso DOC, Pinot Nero IGT,Grechetto Umbria IGT e molti altri.

Un fine settimana ricco di eventi, sorrisi, nozioni e tanta tanta voglia di fare e crescere insieme.
Il motto dell’incontro ideato da Andrea Pucci per riassumere la filosofia del network IFood è “Condividi et impera”, stravolgendo la massima attribuita a Filippo il Macedone “dividi et impera” che ancora oggi sembra cosi caro ad “esperti” del settore.

Patrizia Esposito

Life: il Sake ,dall’Oriente sulle nostre tavole

Senza categoria | 28 giugno 2017 | By

Il Sake , non è un liquore ne un vino o birra, è semplicemente una bevanda ottenuta dalla fermentazione del riso.
Quando ceniamo al Jappo mio marito ordina sempre un Sake caldo, anche se potete trovarlo facilmente sugli scaffali dei cibi etnici di molti supermercati, quello servito nei ristoranti giapponesi è di gran lunga migliore.
Per realizzare il Sake si possono utilizzare differenti varietà di riso,la più utilizzata è la varietà sakamai.
Viene eliminata la parte esterna del chicco di riso, chiamata nuke; la fermentazione avviene grazie all’aggiunta di muffe koji‐kin e del lievito , kobo.
Il Sake si può servire sia caldo che freddo, la temperatura ideale secondo molto enologi si aggira sugli 8°, caldo sui 50° viene servita per accompagnare piatti freddi.
Se vi affascina la storia e la cultura del Sake sono presenti dei corsi di Sake Sommerlier, organizzati dalla Sake Sommerlier Association Italiana, che spaziano dalle origini del Sake, la sua storia nel corso dei secoli e la preparazione di cocktail a base di Sake.
Si può servire in piccole ciotoline di ceramica,terracotta o legno,dipende sempre dalla temperatura cui viene servito e come per il tè anche il Sake è un vero rito: nel terzo secolo veniva bevuto in occasione di lutti, solo secoli dopo nei tempi scintoisti w buddisti si svilupparono tecniche di fermentazione sempre più innovative.

Il Sakè viene servito in una piccola ampolla o fiaschetta chiamata tokkuri, solitamente in ceramica, il Sake viene dapprima riscaldato poi versato nella tokkuri, questa si tiene con entrambe le mani e si versa il Sake prima nei bicchieri di tutti gli ospiti.
Gli ospiti dovranno tenere la tazza da Sake sul palmo di una mano ed avvolgere la ciotola con l’altra mano, per il brindisi si utilizza la famosa frase “Kanpai”che equivale al nostro “Cin Cin”.
E’ proprio questo che mi affascina dell’Oriente, dietro ogni gesto ,anche il più semplice, c’e’ un’attenzione verso i particolari enorme, tradizione e costume accompagnano ogni singolo gesto quotidiano.

Kanpai, Patrizia Esposito

Caprese Mediterranea con Provola

La Caprese è una delle insalate più buone e fresche che la nostra dieta mediterranea propone, buona tutto l’anno è in estate che viene preparata e consumata maggiormente.
E’ presente nei menù di moltissimi ristoranti italiani e sopratutto all’estero è molto proposta, in questo caso è la genuinità e provenienza dei prodotti a fare la differenza.
Oggi vi propongo una variante alla classica Caprese, preparata ricordiamo con Mozzarella, Pomodoro e Basilico.
Questa ricetta è amatissima in famiglia, quasi preferita alla Caprese classica perchè utilizziamo la Provola fresca in sostituzione della mozzarella.

Caprese Mediterranea con Provola

Ingredienti:
1 Provola fresca
2 Pomodori da insalata
Basilico
1 Spicchio di Aglio
Olive verdi e nere
Olio Evo
sale q.b

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Come preparare le “Olive Cunzate” in poche semplici mosse

antipasti, contorni | 16 giugno 2017 | By

Le olive non hanno mai suscitato grande attrattiva in me, gradite se presenti nelle insalate di pasta o riso, devo ammettere che le utilizzo poco in cucina per preparare ripieni.
Non mi danno quella gran soddisfazione che provo con i pomodori secchi, i carciofini…
Questo prima di provare le “olive Cunzate” a Palermo, un contorno/antipastino che potete trovare spesso sulle tavole anche di agriturismi e ristoranti.
Ecco, le “olive cunzate“, olive condite, mi danno già più soddisfazione, accompagnate con del buon pane fresco sono tranquillamente in grado di farne una scorpacciata.
Di solito a Palermo le acquistavo, quelle preparate in casa hanno tutt’altro sapore: intanto sono fresche e si sente, poco salate e coperte da altri sapori.
Ho anche provato a preparale io,ma spesso ottenevo delle olive troppo salate a volte addirittura amare.
Approfittando del consueto appuntamento mensile con lo #scambioricette ho potuto provare la ricetta di Cinzia Carcia, autrice del blog Il forno incantato.
Da siciliana doc ho pensato, a giusta ragione, che solo una cuoca collaudata come lei potesse avere una buon ricetta per preparare le “olive cunzate“, e non ho sbagliato!!!

Le “Olive Cunzate”di Cinzia

Ingredienti:
300 g di Olive Verdi “nocellara”
100 g di Olive nere di Gaeta
1 Carota
1 Costa di Sedano
1 spicchio di Aglio
1 Cipolla Rossa
Peperoncino
Origano
Olio evo
Aceto di vino bianco

A differenza di Cinzia ho snocciolato le olive, questo solo perchè i miei bambini ne vanno ghiotti ed ho evitato per problemi di ossicini, potete quindi usare tranquillamente le olive intere.
Ho aggiunto una manciata di olive di Gaeta,che a mio avviso contrastano benissimo con la dolcezza delle olive Nocellara.

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Food: Crumble con albicocche e Prugne morbide

Uno dei dolci più buoni e semplici da realizzare è sicuramente il Crumble, un piatto di origini inglesi ed irlandesi, sia in versione dolce che salata.
Nelle nostre cucine sono sicuramente più conosciuti e realizzati Crumble dolci, usando perlopiù frutta cotta,farina,burro e zucchero.
Seguendo le stagioni ed i suoi frutti, ho provato un Crumble con Albicocche e Prugne morbide, quelle denocciolate che si trovano facilmente in tutti gli ipermercati e che spesso “avanzano” con la frutta secca natalizia.

Crumble con Albicocche e Prugne morbide

Ingredienti:
500 g di Albicocche
100 g di Prugne morbide
200 g di Farina 00
100 g di Burro
100 g di Zucchero di canna

Procedimento:
-Laviamo le albicocche, snoccioliamo e tagliamo a pezzetti, quindi versiamo le albicocche in una padella con 2 cucchiaini da tè di zucchero.
-Lasciamo caramellare e aiutandoci con una forchetta riduciamo in purea le albicocche.
-Tritiamo le prugne, se utilizzate quelle con nocciolo ricordate di eliminarlo.
-Uniamo le prugne alle albicocche.
-In una ciotola versiamo la farina, lo zucchero restante ed il burro, lavoriamo con la punta delle dita ottenendo un composto granuloso.
-Versiamo le albicocche e prugne in uno stampo o più stampini se amate le monoporzioni.
-Ricopriamo con il crumble ovvero le briciole di pasta, coprite bene tutta la superfice.
-Inforniamo a 180° in forno preriscaldato per circa 20 minuti.

Potete accompagnare questo crumble con del buon gelato alla vaniglia o qualche goloso ciuffo di panna.
Questa ricetta non solo ha un apporto di calorie contenuto, grazie alle prugne ed ai loro risaputi benefici per il colon è perfetto per una sana colazione ed iniziare al meglio la giornata.
Per la ricetta ho utilizzato le Prugne morbide denocciolate prodotte e distribuite da Monte Rè, il marchio della cooperativa Modenese Essiccazione Frutta, specializzata nella lavorazione delle susine.
Monte Rè segue il prodotto dalla nascita, potatura ,lavorazione fino alla grande distribuzione.
Sapevate per esempio che per un ottenere 1 kg di prugne ben mature occorrono ben 200 litri di acqua?
Conoscere la provenienza dei prodotti utilizzati da il giusto peso e lavoro a quello che prepariamo in cucina.

Buona merenda,Patrizia Esposito

Food: Pizzette di Melanzane light

Oggi vi propongo un piatto molto gustoso anche se povero di calorie, con verdure, sapori e colori di stagione.
Realizzeremo delle Pizzette di melanzane, questo trucco nel condire le melanzane le rende molto gradite anche ai bambini.

Pizzette di Melanzane light

Ingredienti per 12 pizzette:
1 Melanzana
12/14 Pomodori Pachino
1 Mozzarella
Origano
Olio Evo
Sale e Pepe q.b
Parmigiano grattugiato

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