Fusilloni in ragu’ di Gamberi

Primi Piatti | 16 ottobre 2017 | By

Nei giorni scorsi mi sono decisa a provare un tipo di pasta che mi è stata regalata da mio fratello, souvenir gastronomico con cui mi vizia di rientro dalle sue gite su e giù per l’Italia.
La pasta in questione è un formato particolare e molto grosso, dei Fusilloni trafilati in oro.
Inizialmente devo ammettere che ero non poco scettica,le trafilature le associo spesso e volentieri a trucchi di marketing per incentivare alla vendita di un determinato prodotto.
Una trafilatura cosi particolare per una pasta poi..mi è sembrata esagerata.
Devo ammettere invece che la consistenza della pasta è davvero differente, più “doppia” e non ne perde in morbidezza, inoltre la superfice molto più ruvida è davvero ideale per dei ragù leggeri e delicati.
Ho condito questo particolare tipo di pasta con un semplice quanto gustoso Ragù di Gamberi

Fusilloni in Ragù di Gamberi

Ingredienti per 4 persone:

400 g di pasta,io ho utilizzato dei Fusilloni trafilati in oro
300 g di Gamberi, cercate di scegliere quelli rossi
1 Costa di Sedano
una decina di Pomodorini
1 Carota
Vino bianco
Prezzemolo
Sale e pepe q.b
1/2 Cipolla
Olio evo

Procedimento:
-Sgusciamo i gamberi, teniamone da parte qualcuno per la decorazione, eliminiamo il budello e tagliamo i gamberi in piccoli pezzi.
-Prepariamo il classico trito da soffritto tritando finemente la cipolla, carota e sedano,versiamo il trito in una padella con un bel filo d’olio e lasciamo dorare.
-Aggiungiamo al trito i gamberi puliti,rosoliamo e sfumiamo con un bicchiere di vino bianco.
-Completiamo aggiungendo i pomodorini tritati ,regoliamo di sale e pepe, spolveriamo con prezzemolo tritato.
-Uniamo per pochi minuti i gamberi interi che terremo da parte per la decorazione, togliamoli appena andremo ad aggiungere la pasta.
-Lessiamo la pasta, scoliamola al dente e versiamola nella padella con il condimento preparato, terminate con una spolverata di prezzemolo e pepe,e se occorre, un filo d’olio.
-Impiattiamo e decoriamo con i gamberi tenuti da parte

La pasta utilizzata è un formato della Verrigni, questo se siete incuriositi di provarla e siete curiosi di sapere quale ho utilzzato

Patrizia Esposito

Amaretti morbidi al miele

In cucina mia nonna era davvero brava, qualsiasi cosa cucinasse aveva un sapore speciale, un sapore che spesso cerco nei piatti che lei preparava.
Tra i molteplici dolci che spesso preparava erano buonissimi gli Amaretti morbidi al miele, ne preparava tantissimi e li riponeva nel classico scatolo di latta dei biscotti o del panettone.
Con i miei fratelli e cugini siamo cresciuti con la consapevolezza che quello scatola di latta era sempre pieno, biscotti, amaretti o trancetti di torta.
Prepariamo insieme gli Amaretti morbidi al miele

Ingredienti per circa 18/20 amaretti
500 g di Farina di Mandorle
250 g di Zucchero semolato
5 Albumi
80 g di Miele del Bosco Rigoni d’Asiago
Zucchero

Procedimento:
-In una terrina versiamo la farina di mandorle,lo zucchero semolato, il miele e gli albumi leggermente montati.
-Lavoriamo con le mani l’impasto.
-Formiamo con le mani delle palline tonde grandi quanto una noce.
-In un piattino versiamo lo zucchero ,passiamo nello zucchero gli amaretti e poniamoli in una teglia da forno ricoperta con carta forno.
-Cuociamo in forno a 180°per circa 8/10 minuti

 

Lo zucchero crea una crosticina croccante che contrasta benissimo con la morbidezza dell’amaretto,è per questo che piaceva moltissimo a noi da piccoli ed è lo stesso motivo che li rende golosissimi agli occhi dei miei bambini.
Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Rigoni d’Asiago.

Patrizia Esposito

Tagliata di Pollo

carne, secondi piatti | 18 settembre 2017 | By

Lunedi, di solito giornata detox per “ripulirsi”un pochino dei bagordi del week end.
Oggi vi propongo un piatto che preparo spesso, ho la fortuna che sia molto gradito anche ai miei bambini, la Tagliata di pollo.
Un modo diverso di presentare la classica fettina di petto di pollo, perfetta se dovete preparare il pranzo da portare a scuola e in ufficio.

Tagliata di pollo

Tagliata di pollo

Ingredienti per 4 persone:
4 fette di Petto di pollo
10 pomodorini di stagione
Rucola
Sale e pepe q.b
Olio evo
Aceto balsamico

-Cuciniamo il pollo in padella o griglia, come più preferite, condendo con sale e pepe.
-Laviamo la rucola, stessa cosa con i pomodorini che tagliamo anche a metà.
-Sul piatto realizziamo un tappeto di rucola, aggiungiamo le fette di pollo tagliate a listarelle,ricopriamo con i pomodorini a pezzetti.
-Condiamo infine con un filo di olio evo e se piace, aceto balsamico.

Semplice, veloce e gustoso, un piatto unico ricco e completo che aiuta a tenere a bada le calorie.

Patrizia Esposito

Travel: Gubbio e il suo borgo medioevale

Senza categoria | 6 settembre 2017 | By

Il rientro dalle vacanze lascia tanti bei ricordi, solo mettendo a poso le foto al pc però mi rendo realmente conto di quante cose nuove abbiamo visto e visitato, dello stupore che si legge attraverso gli occhi dei miei bambini, e tanti piccoli eventi e momenti tornano in mente.
Le vacanze on the road alla scoperta della bella e ricca Umbria ci han permesso d toccare molti borghi, incrementare notevolmente la mia collezione di calamite,assaggiare ogni possibile salume ed insaccato prodotto in terra Umbra.
Sicuramente uno dei borghi più belli,a mio avviso,è sicuramente Gubbio.
Un centro storico vivo, ricco di scenari mozzafiato, mura in pietra, tetti ricchi di comignoli tutti uguali.
Gli stendardi alle finestre colorano il paesaggio,le molte macchine tolgono un pò di magia alle foto,abituati come siamo ai borghi medievali interdetti al traffico.
Questo coniuga però passato al presente, storia e modernità…insomma Gubbio non è solo un borgo ricco di musei,strutture e chiese ma un reale calma, pulita e ridente cittadina.

Subito prima dell’ingresso al centro della città, chiuso dalle mura originarie, potete vedere il Teatro Romano risalente al I secolo A.C. costruito con l’utilizzo di blocchi di pietra calcarea locale.
La struttura ad oggi viene ancora utilizzata per eventi ed è capace di raccogliere oltre 6000 spettatori, potete visitarla gratuitamente, si paga un piccolo ingresso, davvero minimo, per la casetta in pietra adiacente che ospita manufatti e reperti dell’epoca.

Appena varcate le mura della città potete tranquillamente seguire il percorso turistico ben indicato, che vi permetterà di raggiungere e vedere tutti i posti più caratteristici e noti di Gubbio: la Basilica di San Ubaldo,che conserva le spoglie del Santo patrono della città; la Cattedrale Gotica che ospita il meraviglioso Cristo in legno,il Palazzo dei consoli sede sia della Pinacoteca che del museo Archeologico,e che ospita le tavole egubine, con scritture in latino ed italico importantissime per la storia dei popoli italici.

Sempre seguendo il percorso turistico pedonale vi troverete dinanzi il Palazzo del Capitano del Popolo, realizzato nel 1481 nella piazza del Sopramuro, nato per ospitare i capitani del Popolo ed in seguito i Bargelli ovvero i capitani delle guardie.
La facciata non è quella originale, in seguito a diversi terremoti è stata poi ristrutturata da Vanvitelli.

Al suo interno ospita una mostra sugli strumenti di tortura Medievali, l’ingresso è libero a fronte di un libero contributo.
Quello che abbiamo notato è la totale assenza di personale in tutte queste strutture storiche, ciononostante gli ambienti sia interni che esterni sono tenuti splendidamente.

La mostra ovviamente è ricca di materiale,la Chiesa nel periodo dell’inquisizione era ricca di (sadiche)idee per punire e torturare gli accusati di – presunta ovviamente- stregoneria.
Agli strumenti di tortura sono affiancati cartelli descrittivi che spiegano il reale utilizzo delle macchine da tortura e delle stampe rappresentative-La mostra si sviluppa nelle 3 sale presenti sui 3 piani del palazzo.

Altra caratteristica di Gubbio è la lavorazione della ceramica, troverete molti laboratori di ceramica, caratteristica la lavorazione in maioliche cosi come l’utilizzo del rosso rubino ed oro.
Nonostante Gubbio sia la città che ha ospitato San Francesco d’Assisi e dove questi ha realmente vissuto e professato la sua fede, non è presente quell’eccesso consumistico legato alla figura religiosa come invece accade ad Assisi, città natia del Santo e da cui in giovane età venne prontamente allontanato.
Personalmente credo si respiri più spiritualità a Gubbio che ad Assisi.

Dopo tanto passeggere un piccolo ristoro è d’obbligo, ovviamente sono presenti diversi angoli dove assaporare i famosi taglieri umbri e deliziosi fornai da cui poter acquistare buonissimi biscotti appena sfornati.

Prima di lasciare Gubbio dovete assolutamente cercare la Fontana dei Pazzi, in realtà è la fontana del Bargello, risale al 1500 e leggenda vuole che facendo 3 giri in senso orario potete ottenere la “patente di matto”,che potete acquistare nei negozi antistanti e che vengono personalizzate con data e nominativo.
La fontana del bargello si trova di fronte il Palazzo del Bargello che ad oggi ospita una mostra di armi, balestre ed abiti d’epoca.
Anche questa mostra è ovviamente gratuita, il palazzo è attuale sede della Confraternita dei Balestrieri.

Patrizia Esposito

Food: Trifle Cheescake con salsa ai mirtilli

Senza categoria | 30 luglio 2017 | By

Questa è la prima ricetta con cui partecipo alla sfida mensile del tanto atteso appuntamento con Re Cake 2.0
E son stata parecchio fortunata: il dolce da realizzare è stato semplice ed abbastanza veloce, un risultato delizioso che ha soddisfatto grandi e piccoli palati.
Io poi, che ho il nick di Mirtilla dal 2007, con i mirtilli non potevo che avere amore a prima vista!!!
La ricetta di questo mese è il Trifle Cheescake con salsa ai mirtilli, un dolce di origine anglosassone similare un pò alla nostra zuppa inglese,realizzato alternando strati di torta con panna, crema soffice e frutta.

Trifle Cheescake con salsa ai mirtilli

Ingredienti per 6 coppette:
6 fette di Torta Margherita, potete utilizzare anche Angel Cake o Sponge Cake
60 g zucchero semolato
2 cucchiaini di Amido di mais
200 g di Mirtilli freschi
50 ml di acqua
300 ml di panna da montare
300 g formaggio morbido tipo philadelphia
100 g zucchero a velo
1 baccello di Vaniglia

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Travel: La più bella tra le belle, Procida

Senza categoria | 26 luglio 2017 | By

Procida, nota anche come la famosa “isola di Arturo”,dal romanzo di Elsa Morante vincitore di numerosi premi, è una piccola perla che racchiude tutti i colori,odori e sapori del Mediterraneo.
Ad oggi ancora isola di pescatori, deve l’origine del suo nome alla sua forma, in greco “Prochethai” significa appunto “giace”, altri pensano che derivi invece dal nome della nutrice di Enea che fu da lui qui sepolto.
Poco amata dai Romani, che preferivano la terraferma come dimora ma nominarono Capri come sede imperiale grazie alle sue rocce calcaree.

Durante il MedioEvo Procida è stata spesso preda delle incursioni piratesche, su tutte il pirata  Barbarossa e la sua ciurma di corsari musulmani.
E proprio legata alle incursioni saracene la leggenda di San Michele Arcangelo tuttora protettore dell’isola.
Dal tufo,allora come oggi, sono state ricavate le abitazioni, tassello colorato nel bellissimo panorama di questa deliziosa isola che è estremo lembo del Golfo delle Sirene.
Procida è legata per molti ai limone, simbolo culinario che qui crescono grandi come cedri.
Per me Procida è legata al bellissimo film “Il Postino”, che ha decretato la scomparsa di uno degli attori che più ho amato e amo tuttora, Massimo Troisi.

Si giunge a Procida da Marina Grande, unico porto commerciale dell’isola, e già da qui potete ammirare il Palazzo Montefusco, detto “Catena”,che risale al XII secolo.
Sempre percorrendo la banchina potete vedere le “Grotte”scavate nel tufo che fanno da cornice a questa passerella nel porto.
Percorrendo via Roma potete scattare mille foto alle tante case dai colori diversi ed al crocifisso ligneo che fu eretto dai marinai nella prima metà dell’800 come simbolo della loro devozione al Signore.
La passeggiata prosegue tra colorati e vivaci caffè e ristoranti , potete visitare la Chiesa di S.Maria la Pietà in piazza Sent’Co e vedere una tra le più antiche scuole nautiche,la Caracciolo, ad oggi sede del museo del Mare e visitabile.La scuola è dedicata all’ammiraglio Francesco Caracciolo che affrontò con la flotta partenopea il ben pù noto ammiraglio Nelson e la sua flotta anglosassone.
In fondo alla piazza merita sicuramente una visita la Chiesa della Grazie, una curiosità è legata alla chiesa, o meglio al suo tetto che per anni non fu eretto perchè la facoltosa famiglia De Ioro perdeva la visuale sul mare.

Marina Corricella invece è un colorato anfiteatro di case aperto sul mare, si passa dal Convento domenicano di S.Margherita posizionato sula “Punta dei Monaci” e si arriva al Palazzo Reale o Castello, eretto dal Cardinale D’Aragona nel 1563,mantenne il suo titolo di residenza reale fino al 1800 quando divenne Bagno Penale.
Il Conservatorio delle Orfane anch’esso fondato ai primo del 600 ospitava invece le vittime della peste.
Arrivati a Via Borgo siate pronti a trattenere il respiro ed ammirare uno dei più bei panorami mozzafiato sul golfo di Napoli.
Ritornando al centro cittadino e da Piazza Olmo,potete arrivare ad una discesa a mare caratterizzata dalla presenza di 186 scalini che vi portano sulla spiaggia della Chiaia.
Sempre da Procida, e su richiesta di permesso presso il Comune, è possibile arrivare all’isola di Vivara, riserva naturale patrimonio WWF.

Procida è un’isola meravigliosa anche al palato, moltissime le gustosità campane come la Pizza di Scarole e le alici fritte, imperdibile il Coniglio alla Procidana, le Cicarelle – buonissime cicale di mare condite con pomodoro,aglio olio e peperoncino, i calamari ripieni di acciughe,e la buonissima Lingua di Bue, un dolce con ottima crema pasticcera profumata con i meravigliosi limoni dell’isola.
Non potete fare a meno di visitare Procida, la sua bellezza e tipicità spesso viene offuscata dalle isole maggiori,ma vedere Procida, passeggiare tra le sue strade, scatena una miriade di emozioni poco descrivibili.
Va vissuta, e raccontata.

Da “L’isola di Arturo”, Elsa Morante
“La mia isola ha straducce solitarie chiuse fra muri antichi, oltre i quali si stendono frutteti e vigneti che sembrano giardini imperiali.
Ha varie spiagge dalla sabbia chiara e delicata, e altre rive più piccole, coperte di ciottoli e conchiglie, e nascoste fra grandi scogliere.
Fra quelle rocce torreggianti, che sovrastano l’acqua, fanno il nido i gabbiani e le tortore selvatiche, di cui, specialmente al mattino presto, s’odono le voci, ora lamentose, ora allegre.
Là, nei giorni quieti, il mare è tenero e fresco, e si posa sulla riva come una rugiada.
Ah, io non chiederei d’essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei d’essere uno scorfano, ch’è il pesce più brutto del mare, pur di trovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua. “

Patrizia Esposito

foto Maurizio Esposito

Food: Bon Bon al cioccolato con cuore goloso

Il forte caldo, costante da mattina a sera, mi scoraggia non poco ad utilizzare il forno.
A tavola ormai è un tripudio di insalate e paste fredde,non che mi dispiaccia visto che i tempi di preparazione sono molto più smart.
Da buona golosa che sono l’idea di rinunciare al dolcino proprio non mi piace, e ho preparato diverse volte in appena due settimane questi deliziosi bon bon, che sono andati letteralmente a ruba.
Sono piaciuti moltissimo ai miei ragazzi e parecchio agli amici con cui abbiamo trascorso dopocena in terrazza.
Mi sono ispirata, nella preparazione,ad una delle ricette, collaudatissime, di Stefania del blog Arabafelice in cucina, un vero guru di piatti buoni e veloci.

Bon Bon al cioccolato con cuore goloso

Ingredienti per circa 20/25 Bon Bon:

20 biscotti farciti tipo Oreo o Ringo
100 g di formaggio morbido tipo Philadelphia
Crema alla Nocciolata Rigoni di Asiago
un pizzico di Sale
Cioccolato per la copertura,io ho utilizzato cioccolato bianco e fondente

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Style: Quando l’abbigliamento è tutto, anche in cucina

Quando si lavoro in cucina indossare un abbigliamento pratico e comodo è essenziale, spesso le alte temperature e la qualità scadente di alcuni capi di vestiario rendono le ore trascorse in cucine professionali molto più stressanti del dovuto.
Questo è il motivo che deve spingerci a scegliere un buon abbigliamento da cucina, sala o banco che sia, e la Manelli è tra le migliori aziende produttrici di abiti da cucina, ottima qualità e resistenti.

Sul sito Manelli troverete un’ampia gamma di prodotti, per cuochi e non solo, troverete divertente la sezione dedicata ai bambini, e completa in ogni accessorio prodotto.
Dalle giacche da cucine, disponibili in molti tagli,colori e taglie, e personalizzabili con nome ricamato, ai pantaloni e grembiuli da cucina, dalle scarpe da cucina a cuffie, foulard e toque.

Sull’e-shop di Manelli non trovate solo abbigliamento da cucina, potete acquistare anche abbigliamento medico e da estetista, sono presenti assortimenti molto ampi di taglie forti e scarpe infortunistiche.
Troverete a portata di click quello che normalmente viene acquistato in quei pochi negozi di nicchia, spesso a prezzi non troppo concorrenziali e dai materiali discutibili.
Durante la navigazione, scelta ed acquisto dei prodotti verrete anche guidati da una discreta quanto funzionale assistenza tecnica.
Ringrazio Manelli per la bellissima giacca da cucina, il tessuto è perfetto e calza a pennello, e per il grembiule colorato e dal taglio comodo e funzionale con capienti tasche.
Per gli addetti ai lavori ma anche per semplici appassionati,buono shopping da Manelli

Patrizia Esposito

Food: Gamberi in panatura di Corn Flakes

antipasti, pesce | 11 luglio 2017 | By

Sono una mangiatrice seriale di crostacei e pesce in generale, in Inverno ma sopratutto in estate preferisco un buon piatto di pesce a pasta o secondi di carne.
Sarà la sensazione di leggerezza o semplicemente la diversità di gusto data senza utilizzare troppi ingredienti.
Acquisto e consumo molti gamberi, di quelli belli grossi e rossi, che piacciono a tutti in famiglia,specie ai ragazzi.
Ogni volta cerco un modo originale di prepararli, in pastella o zuppa, in insalata o in umido.
Oggi si frigge, ma è la panatura a rendere diverso e croccante questo piatto.

Gamberi in panatura di Corn Flakes

Ingredienti:
12 Gamberi Rossi
2 albumi
100 g circa di Corn Flafes
Olio di semi
Salsa rosa 

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IFood: A Terno il 2° raduno nazionale IFood 2017

Si è svolto lo scorso 1 e 2 Luglio a Terni il 2° raduno nazionale IFood, community legata al mondo del cibo e Netaddiction.
Un week end ricco di appuntamenti e momenti di incontro e crescita, un “punto della situazione”derivante da una realtà nata da poco tempo e che vanta già ampi risultati e notevoli numeri.
Il network IFood è presente da appena 2 anni, raccoglie 150 e più blogger ,appassionati di cucina e alimentazione.
Si sono susseguiti momenti di convivialità ad incontri formativi con l’AD di Netaddiction  Andrea Pucci e delle divisioni del settore con cui si è potuto ampliare il panorama legato al networking, un momento altamente formativo.

L’incontro prosegue presso il Frantoio Marfuga, perla d’eccellenza nella produzione di oli in Umbria.
Azienda che ha filiera controllata, la produzione dell’olio avviene dalla coltivazione alla lavorazione finale.
Solo quest’anno sono stati attribuiti svariati riconoscimenti:
– “5 GOCCE” dalla Guida Bibenda al Marfuga Monocultivar Muraiolo
– 2° Classificato l’olio extravergine di oliva DOP UMBRIA MARFUGA Colli Assisi – Spoleto categoria Fruttato Leggero
– Premio nazionale Ercole Olivario (XXV Edizione):1° CLASSIFICATO nella categoria Fruttato Medio per il DOP UMBRIA
MARFUGA RISERVA Colli Assisi – Spoleto.

Al tramonto ci accoglie la tenuta Arnaldo Caprai, altra rinomata realtà umbra per la produzione di Vini, la cantina rinnovata completamente nel 1977 al suo interno custodisce un reparto di vinificazione e stoccaggio, botti di Slavonia e barriques per affinamenti.

Un vitigno ampio ricco di uve che portano alla produzione di Montefalco Sagrantino DOCG, Montefalco Rosso DOC, Pinot Nero IGT,Grechetto Umbria IGT e molti altri.

Un fine settimana ricco di eventi, sorrisi, nozioni e tanta tanta voglia di fare e crescere insieme.
Il motto dell’incontro ideato da Andrea Pucci per riassumere la filosofia del network IFood è “Condividi et impera”, stravolgendo la massima attribuita a Filippo il Macedone “dividi et impera” che ancora oggi sembra cosi caro ad “esperti” del settore.

Patrizia Esposito

CONSIGLIA Torta di mais