Baccalà pastellato

Questa è una ricetta che sono sicura amerete in molti, sia chi mangia abitualmente il baccalà sia chi ne storce il naso al solo sentirne il nome.
Nel periodo natalizio e sopratutto durante la cena della Vigilia di Natale, il Baccalà a Napoli è una vera istituzione: si compra giorni prima sotto sale e si mette poi ammollo in acqua in modo che perda sia l’eccessiva sapidità e sopratutto per renderlo morbido.
Viene poi tagliato in tranci, infarinato e fritto al momento, insieme spesso e volentieri al suo”compagno”di avventure, il Capitone.
Ho provato stavolta a tagliare il Baccalà a pezzi più piccoli, molto più piccoli, rinforzare la panatura e devo ammettere che anche i ragazzi che di solito non provano nemmeno ad assaggiare il Baccalà, hanno trovato saporito e gustoso questo piatto, paragonandolo al gusto dei Bastoncini di pesce ma più intenso.

Baccalà Pastellato

Ingredienti per circa 20/25 bocconcini di Baccalà:
1 kg di Baccalà
farina di semola
birra
sale e pepe q.b
olio di semi
Aceto balsamico o glassa all’aceto per guarnire

Procedimento:
-Se acquistate il Baccalà sotto sale dovete trattarlo qualche giorno prima, solitamente lo sistemo in una pentola ampia ed alta,lo ricopro con acqua fredda e cambio l’acqua per rimuovere l’eccesso di salinità ogni 6/8 ore, questo procedimento lo ripeto per 1-2 giorni in base alla grandezza del pezzo di baccalà che utilizziamo.
-Una volta pronto il nostro baccalà laviamolo bene sotto acqua fredda, nettiamolo con carta assorbente e tagliamolo a pezzi,non troppo grossi mi raccomando.
-Prepariamo una pastella con farina di semola rimacinata e birra,va bene anche della birra che abbiamo in frigorifero da qualche giorno, sale e pepe.
-Se volete potete aggiungere qualche erbetta.
-Passiamo i pezzetti di baccalà nella pastella e friggiamo in olio caldo per un paio di minuti.
-Condiamo con sale e pepe e se piace, con glassa all’aceto che devo ammettere, si sposa benissimo con questo piatto.

Questa ricetta veloce e d’effetto potete utilizzarla durante queste feste, per portare in tavola i piatti della tradizione con quel “qualcosa” in più.

Patrizia Esposito

Nocciolotti

Oggi biscottiamo, complice l’aria gelida, almeno qui a Roma ,che esorta poco a mettere il naso fuori di casa.
Prepariamo dei biscotti tanto semplici quanto buoni, occorrono solamente 3 ingredienti e 10 minuti di cottura.
Questa ricetta è stata proposta svariate volte con la famosa crema al cioccolato, io ve la propongo in versione light utilizzando la Nocciolata Rigoni d’Asiago senza latte.

Nocciolotti

Ingredienti per circa 20 biscotti:
1 Uovo
3 cucchiai di Nocciolata senza latte
3 cucchiai di Farina

Procedimento:
-In una terrina lavoriamo l’uovo con la crema di nocciola.
-Aggiungiamo 1 cucchiaio alla volta di farina.
-Copriamo l’impasto con pellicola e lasciamo riposare 30 minuti in frigorifero.
-Ricaviamo con l’impasto delle palline piccole come noci e disponiamole su una teglia ricoperta con carta forno.
-Aiutandoci con un dito pratichiamo una piccola cavità al centro di ogni pallina.
-Inforniamo a 180° per 10/12 minuti.

Patrizia Esposito

Una volta pronti e sfornati i nostri Nocciolotti, farciamoli al centro con un pò di Nocciolata.
Possiamo guarnire ulteriormente con zuccherini e granelle.

Patrizia Esposito

Ricordi su carta

Senza categoria | 25 novembre 2017 | By

Il tempo passa,i piccoli crescono e restano i ricordi di attimi,sorrisi e momenti felici.Spesso rimpiango le care vecchie foto su pellicola,ricordi tangibili e non serbati su hard disk o driver.

I fotolibri sono il miglior compromesso,un album ricco di ricordi e momenti magici.Grazie a #saaldigital per permettere a chi come me non è ferratissima nella composizione di album e riesca a creare queste poesie saaldigitalitaly   offre un ricco carnet di proposte fotografiche, ideali anche come regalo natalizio

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Eccellenza lombarda, i vini Franciacorta

Franciacorta non è solo la bellissima distesa di territorio che si trova in Lombardia, a due passi da Milano, sulle sponde del Lago d’Iseo, i terreni sono molto particolari perché ricchi di sabbia e limo, hanno un elevato spessore e permeabilità.
Franciacorta è soprattutto, in Italia cosi come nel mondo, sinonimo di produzione di ottimi vini, una produzione che ha radici nel XVI secolo come allora recensiti dal medico bresciano Gerolamo Conforti e descritti come “mordaci, briosi e spumeggianti”; uno studio effettuato nel Catasto Napoleonico nel 1809 certifica l’allora presenza di quasi 1000 ettari di viti che erano certamente ben superiori alle esigenze di 40.000 abitanti.
Sulle colline Franciacorta le viti hanno origini molto remote come si è appurato grazie a testimonianze di Virgilio e Plinio , la durata media di una Vite è di almeno 40 anni, anche se spesso più longeve, grazie ai grandi benefici della ricchezza del suolo e della vicinanza al Lago d’Iseo.
Solo intorno al 1910 il Consorzio Antifillosserico Bresciano, in seguito a numerosi studi geologici e viticoli, ha riconosciuto quest’area come “Anfiteatro Morenico Sabino”, riconoscendo la presenza di sottozone che nel corso degli anni si sono modificate ed arricchite, influenzando non solo la qualità del prodotto ma anche le scelte e tecniche di coltivazione.
La zonazione è divenuta cosi un vademecum per il viticultore, consapevole che le qualità organolettiche del prodotto variano a secondo della provenienza.
Le unità vocazionali sono state classificate in 6 gruppi, i prodotti ottenuti ed appartenenti ad ogni gruppo hanno delle specifiche caratteristiche:
Unità Vocazionale – Depositi Fini: Caratterizzata dalla numerosa produttività, maggior numero e peso dei grappoli, le uve hanno alti valori di pH e livelli zuccherini bassi, i vini presentano un sapore sensoriale molto floreale.
Unità Vocazionale – Fluvio Glaciale: Suolo dal buon drenaggio ricco di argilla e sabbia, alti i valori per la nota sensoriale fruttata secca.
-Unità Vocazionali- Colluvi Distali: Le uve hanno una precoce maturazione , pH bassi e livello zuccherini medi.
Unità Vocazionali – Morenico Profondo: La nota sensoriale è tipicamente fruttato secco, i livelli zuccherini sono alti e valori di pH medi.
Unità Vocazionali – Colluvi grodanati: Produttività media, molto alta la complessità sensoriale, il livello zuccherino e pH medi.
Unità Vocazionali- Morenico Sottile: Potenziale vegetativo basso, il peso e la presenza dei grappoli è minore, maggiore precocità nella maturazione con livelli zuccherini e pH elevati.
Passiamo adesso a conoscere nel dettaglio le uve presenti :
Chardonnay: Varietà di uve a buccia bianca molto pregiata che viene coltivata in Franciacorta da alcuni decenni, le foglie sono verde chiaro, il colore del grappolo va dal verde al giallo e gli acini hanno una buccia abbastanza spessa. Il vino ottenuto con questa varietà d’uva ha un aroma intenso con sentori varietali di frutta e fiori, viene utilizzato per la produzione base dei vini Franciacorta DOCG.
Pinot Nero: Nasce da uve che interagiscono spesso in modo imprevedibile con l’ambiente circostante dando spesso notevoli risultati nella produzione di vino rosso e spumante.La pianta è robusta con foglie scure, grappolo picco ricco di acini, il vino ne viene usato per la produzione di Millesimati e Riserve Franciacorta DOCG.
Pinot Bianco: Appartiene alla famiglia dei pinot di origine francese, il grappolo ha un colore dorato meno intenso dello Chardonnay, il vino non viene mai utilizzato in purezza e nemmeno nella realizzazione dei vini-base Franciacorta ma nelle cuveè.
Erbamat: Nasce come vitigno autoctono particolarmente fiorenze nelle aree in cui sono presenti i vigneti sopra descritti, viene utilizzato nella dose del 10% per il Franciacorta Rosè.
Nel corso degli anni Franciacorta ha dedicato molta cura ed attenzione alla crescita e sviluppo dei suoi prodotti, numerosi i progetti che il Consorzio promuove con noti istituti universitari come Bocconi, Cermes ed enti locali, i numeri legati alla produzione cosi come alla vendita sono notevolmente migliorati, i prodotti esportati registrano un aumento delle vendite superiore al 15%, tra i maggiori amatori dei vini Franciacorta si conferma il Giappone, Svizzera, Germania ed Usa. Nei paesi scandinavi i livelli di vendita e gradimento hanno registrato una crescita del +254%.
I vini Franciacorta disponibili sul mercato sono:
Franciacorta: Nasce da Chardonnay e/o Pinot nero, l’Erbamat può essere presente fino al 10% ed il Pinot Bianco fino al 50%
Franciacorta Satèn: Nasce da Chardonnay e Pinot Bianco fino al 50%
Franciacorta Rosè: Pinot Nero (minimo 35%), Chardonnay, Pinot Bianco (massimo 50%), Erbamat (massimo 10%).
I tre tipi di vini appena elencati possono acquisire più personalità e carattere con periodi più lunghi di affinamento e maturazione, dando vita a Franciacorta Millesimato ed i Franciacorta Riserva che viene immesso al consumo dopo ben 67 mesi dalla vendemmia.
Ma come avviene realmente la nascita del vino Franciacorta che troviamo sulle nostre tavole e nelle enoteche?
Le vendemmie sono svolte rigorosamente a mano dalla seconda decade di Agosto alla prima decade di Settembre, segue una soffice pressatura dei grappoli interi e la creazione dei Cuvèe con assemblaggio delle diverse annate, vigneti e varietà.
Segue la procedura di imbottigliamento con aggiunta di lieviti,zuccheri e chiusura con tappo di metallo e parte la seconda fermentazione , segue il periodo di affinamento che varia a seconda della tipologia dei vini: dai 18 mesi dei Franciacorta ai 60 mesi dei Franciacorta Riserva, si passa alla Scuotitura e refrigerazione. Lo step successivo è la Sboccatura ovvero l’eliminazione del tappo di metallo e del sedimento ,il Rabbocco e la chiusura con il classico tappo a fungo e gabbietta metallica.
Solo in seguito all’applicazione del Contrassegno di Stato DOCG i prodotti Franciacorta sono pronti al mercato.
Per soddisfare maggiori curiosità e conoscere tutte le etichette e caratteristiche dei vini e produttori Franciacorta non posso che consigliarvi una bona lettura al sito winemust dove troverete di certo risposte a tutte le vostre curiosità ed avrete la possibilità di conoscere prima della Vendita Franciacorta.
Personalmente amo moltissimo il Berlucchi, uno spumante con un carattere deciso e secco, la totale mancanza di zucchero non lo rende stucchevole ma perfetto per accompagnare sia aperitivi che salumi e formaggi, spesso lo utilizzo per accompagnare anche i crudi di pesce, si sposa particolarmente bene con le ostriche.

Filetto di Salmone in panure croccante di Patate

pesce, secondi piatti | 15 novembre 2017 | By

Arriva il freddo e comincio ad utilizzare sempre più spesso il forno, un pò perchè mi permette di preparare con anticipo le pietanze ed anche perchè innegabilmente riscalda l’ambiente.
Io poi vivo praticamente in cucina…
Oggi prepariamo il classico filetto di Salmone in maniera più sfiziosa e saporita utilizzando una gustosa panatura a base di patate ed erbette.

Filetto di Salmone in panure croccante di Patate

Solitamente utilizzo i classici filetti di Salmone che si trovano pronti nel banco frigo del supermercato, va benissimo anche il trancio di Salmone sfilettato dal pescivendolo.
Se utilizzate invece del Salmone surgelato, lasciatelo scongelare prima di utilizzarlo, lo strizzate appena delicatamente eppoi passate nella panure.

Ingredienti per 4 persone:
4 Filetti di Salmone
2 Patate
Prezzemolo
Menta
Olio Evo
sale e pepe q.b

Procedimento:
-Prepariamo la panure grattugiando le patate, vi occorre la classica grattugia per verdure e non quella che si utilizza per il formaggio.
-Versiamo le patate in una ciotola e condiamole con sale e pepe, olio evo, menta e prezzemolo tritati finemente.
-Spennelliamo i filetti di Salmone con un filo d’olio, passiamoli nella panure premendo leggermente in modo che la panatura si attacchi per bene.
-Allineamo i filetti di Salmone in una teglia, regoliamo di sale e pepe, condiamo con un filo d’olio ed inforniamo a 180° per 8 minuti.

Possiamo accompagnare il piatto con una fresca insalata e una prelibatezza Svedese, la Salsa all’Aneto, vi lascio qui la ricetta se volete provare a prepararla voi.
Salsa all’Aneto
50 g di Burro Lurpak
2 dl di Brodo
4 cucchiai di Farina
Panna Fresca
Aneto
Limone

-In una casseruola fate sciogliere il burro, aggiungete la farina ed il brodo.
-Fate bollire per un paio di minuti ed aggiungete 3 cucchiai di panna, l’aneto tritato finemente, il succo di mezzo limone e regolate di sale e pepe.
La salsa deve essere fredda per accompagnare il Salmone.

Patrizia Esposito

Ciambella al Cappuccino

Uno dei dolci che preferisco per la colazione è la Ciambella, la forma cosi perfetta e “cicciosa”mette sempre allegria.
Piace tanto anche ai bambini, specie al mio ometto che ormai si da alle colazioni fugaci mentre va a scuola.
La Ciambella che vi propongo oggi è al Cappuccino, vi avevo anticipato che era perfetta per la colazione no?
Ho sostituito lo zucchero con Miele e decorato con una glassa alla vaniglia e frutta secca.

Ciambella al Cappuccino

Ingredienti

300 g Farina 00
100 g Burro
1 Cappuccino
3 Cucchiai di Miele del Bosco Rigoni d’Asiago
3 Uova
1 bustina lievito per dolci
Zucchero a velo per la glassa di copertura
Frutta secca (noci, mandorle e nocciole)

Procedimento:
-Lavorate le uova con il miele, unite il burro ammorbidito ed il cappuccino, so che è difficile resistere a versare tutto il cappuccino ma il sacrificio viene ripagato dal risultato finale.
-Aggiungete la farina ed il lievito
-Versate il composto in uno stampo per ciambelle imburrato ed infarinato,inforniamo a 180°per 30 minuti circa.
-Una volta pronta la nostra ciambella lasciamola intiepidire , togliamola dallo stampo e decoriamola con una semplicissima glassa alla vaniglia ottenuta lavorando in una ciotola 150 g di zucchero a velo con 2 cucchiaini di acqua ed una goccia di essenza alla vaniglia.
-Decoriamo la ciambella con la glassa ed un misto di frutta secca.

La Ciambella al Cappuccino per la colazione è pronto,se ben conservato resta morbido per 3/5 giorni.

Patrizia Esposito

L’ABC del Caffè

“Ho misurato la mia vita a cucchiaini di caffè” è una delle più celebri frasi di Thomas Stearns Eliot.

In Europa il caffè più che una bevanda rappresenta un vero rituale, sicuramente tra le bevande più consumate in tutto il mondo, acquisisce caratteristiche e metodi di preparazione che variano da nazione a nazione.
A mio personalissimo parere, e gusto, il caffè migliore è quello preparato in Italia, e proprio il nostro territorio può vantare la presenza di aziende che lavorano e realizzano caffè.
Oggi vi presento la torrefazione ABC Caffè, realtà nata nel 1950 nel cuore dell’Emilia Romagna.
In origine era il negozio gestito dalla famiglia Bazzocchi che si lancia nella grande sfida nel produrre caffè.
Negli anni 90 la distribuzione si espande non solo in Italia ma anche all’estero, ad oggi l’azienda ha una forte presenza territoriale che ha dato origine alla fusione di 3 grandi marchi di caffè: Osimi Caffè,Guidi Caffè e Italia Caffè.

Numerosi sono i prodotti proposti da ABC Caffè che potete acquistare nella sezione e-shop del sito ufficiale o tramite agenti se avete un’attività o ufficio.
Il caffè è proposto non solo macinato ma anche in grani e cialde compatibili con le più note macchinette per caffè espresso.
Vi invito a visitare il sito ABC caffè e conoscere tutte le tipologie di caffè disponibili, le tecniche di lavorazione ed ogni curiosità in merito a questa “profumata”realtà tutta Italiana

Patrizia Esposito

Fusilloni in ragu’ di Gamberi

Primi Piatti | 16 ottobre 2017 | By

Nei giorni scorsi mi sono decisa a provare un tipo di pasta che mi è stata regalata da mio fratello, souvenir gastronomico con cui mi vizia di rientro dalle sue gite su e giù per l’Italia.
La pasta in questione è un formato particolare e molto grosso, dei Fusilloni trafilati in oro.
Inizialmente devo ammettere che ero non poco scettica,le trafilature le associo spesso e volentieri a trucchi di marketing per incentivare alla vendita di un determinato prodotto.
Una trafilatura cosi particolare per una pasta poi..mi è sembrata esagerata.
Devo ammettere invece che la consistenza della pasta è davvero differente, più “doppia” e non ne perde in morbidezza, inoltre la superfice molto più ruvida è davvero ideale per dei ragù leggeri e delicati.
Ho condito questo particolare tipo di pasta con un semplice quanto gustoso Ragù di Gamberi

Fusilloni in Ragù di Gamberi

Ingredienti per 4 persone:

400 g di pasta,io ho utilizzato dei Fusilloni trafilati in oro
300 g di Gamberi, cercate di scegliere quelli rossi
1 Costa di Sedano
una decina di Pomodorini
1 Carota
Vino bianco
Prezzemolo
Sale e pepe q.b
1/2 Cipolla
Olio evo

Procedimento:
-Sgusciamo i gamberi, teniamone da parte qualcuno per la decorazione, eliminiamo il budello e tagliamo i gamberi in piccoli pezzi.
-Prepariamo il classico trito da soffritto tritando finemente la cipolla, carota e sedano,versiamo il trito in una padella con un bel filo d’olio e lasciamo dorare.
-Aggiungiamo al trito i gamberi puliti,rosoliamo e sfumiamo con un bicchiere di vino bianco.
-Completiamo aggiungendo i pomodorini tritati ,regoliamo di sale e pepe, spolveriamo con prezzemolo tritato.
-Uniamo per pochi minuti i gamberi interi che terremo da parte per la decorazione, togliamoli appena andremo ad aggiungere la pasta.
-Lessiamo la pasta, scoliamola al dente e versiamola nella padella con il condimento preparato, terminate con una spolverata di prezzemolo e pepe,e se occorre, un filo d’olio.
-Impiattiamo e decoriamo con i gamberi tenuti da parte

La pasta utilizzata è un formato della Verrigni, questo se siete incuriositi di provarla e siete curiosi di sapere quale ho utilzzato

Patrizia Esposito

Amaretti morbidi al miele

In cucina mia nonna era davvero brava, qualsiasi cosa cucinasse aveva un sapore speciale, un sapore che spesso cerco nei piatti che lei preparava.
Tra i molteplici dolci che spesso preparava erano buonissimi gli Amaretti morbidi al miele, ne preparava tantissimi e li riponeva nel classico scatolo di latta dei biscotti o del panettone.
Con i miei fratelli e cugini siamo cresciuti con la consapevolezza che quello scatola di latta era sempre pieno, biscotti, amaretti o trancetti di torta.
Prepariamo insieme gli Amaretti morbidi al miele

Ingredienti per circa 18/20 amaretti
500 g di Farina di Mandorle
250 g di Zucchero semolato
5 Albumi
80 g di Miele del Bosco Rigoni d’Asiago
Zucchero

Procedimento:
-In una terrina versiamo la farina di mandorle,lo zucchero semolato, il miele e gli albumi leggermente montati.
-Lavoriamo con le mani l’impasto.
-Formiamo con le mani delle palline tonde grandi quanto una noce.
-In un piattino versiamo lo zucchero ,passiamo nello zucchero gli amaretti e poniamoli in una teglia da forno ricoperta con carta forno.
-Cuociamo in forno a 180°per circa 8/10 minuti

 

Lo zucchero crea una crosticina croccante che contrasta benissimo con la morbidezza dell’amaretto,è per questo che piaceva moltissimo a noi da piccoli ed è lo stesso motivo che li rende golosissimi agli occhi dei miei bambini.
Con questa ricetta partecipo al contest indetto da Rigoni d’Asiago.

Patrizia Esposito

Tagliata di Pollo

carne, secondi piatti | 18 settembre 2017 | By

Lunedi, di solito giornata detox per “ripulirsi”un pochino dei bagordi del week end.
Oggi vi propongo un piatto che preparo spesso, ho la fortuna che sia molto gradito anche ai miei bambini, la Tagliata di pollo.
Un modo diverso di presentare la classica fettina di petto di pollo, perfetta se dovete preparare il pranzo da portare a scuola e in ufficio.

Tagliata di pollo

Tagliata di pollo

Ingredienti per 4 persone:
4 fette di Petto di pollo
10 pomodorini di stagione
Rucola
Sale e pepe q.b
Olio evo
Aceto balsamico

-Cuciniamo il pollo in padella o griglia, come più preferite, condendo con sale e pepe.
-Laviamo la rucola, stessa cosa con i pomodorini che tagliamo anche a metà.
-Sul piatto realizziamo un tappeto di rucola, aggiungiamo le fette di pollo tagliate a listarelle,ricopriamo con i pomodorini a pezzetti.
-Condiamo infine con un filo di olio evo e se piace, aceto balsamico.

Semplice, veloce e gustoso, un piatto unico ricco e completo che aiuta a tenere a bada le calorie.

Patrizia Esposito

CONSIGLIA Foresta di alberi innevati